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Poker Live: Federgioco avvisa il ministero sui circoli di poker. Cosa succederà adesso

Ieri a Milano è stato il giorno dell’incontro, fra i quattro casinò italiani e la Federgioco. Un summit voluto dalle quattro case da gioco del nostro paese, per parlare di poker live e soprattutto dei circoli presenti sul territorio italiano. Infatti, un numero sempre più grande di clubs unita ad una gestione non regolamentata del settore, con annesse guerre di garantiti, ha fatto esplodere la rabbia dei casinò. Questo summit con la Federgioco, ha evidenziato il malumore dei casinò e dunque la Federgioco porterà la questione al Ministero degli Interni. Un atto dovuto, ma che apri diversi possibili scenari.

Un altro 2009? 

L’opzione plausibile, ma che speriamo non debba ripetersi, è quella della tolleranza zero nei confronti dei circoli. Ovvero chiusura immediata di tutti i clubs, con rischio di denuncia per gioco d’azzardo per coloro che proseguiranno nella loro attività. Il primo atto di questa triste storia si è consumata nel 2009, quando il Viminale con una circolare a tutte le questure d’Italia impose la chiusura dei suddetti clubs.

Onestamente se così fosse anche nel 2016, ci sembra la più imbarazzante delle cacce alle streghe. Furono i dieci mesi più lunghi del poker live italiano, fra clubs chiusi immediatamente e altri che proseguirono la loro attività, per poi vedersi piombare in sala forze dell’ordine e quanto altro. Una sorta di proibizionismo del nuovo millennio che lascia davvero il tempo che trova. E infatti nemmeno un anno dopo, i circoli con l’ok di alcune questure, riaprirono le porte ai giocatori.

Si va verso la regolamentazione ? 

La regolamentazione del gioco live nei circoli è un pò come la storia della ragazza dalle belle ciglie, dove tutti la vogliono ma nessuno se la piglia. A dire il vero molti circoli questa benedetta regolamentazione se la prenderebbero anche. Diciamo che in 10 anni e almeno 5 governi nessuno si è mai preso la briga di approfondire la questione e mettere in piede la legge. Sarebbe ora.

Per rispetto dei clubs, dei giocatori e di un movimento che attende di essere riconosciuto dopo 10 anni di tribolazioni. Servono regole per stabilire quello che i circoli possono fare e quello che non posso fare. Serve un limite massimo per i buyin da adottare, così come è necessario mettere un limite ai garantiti. O quanto meno ridurre la possibilità di guerre fra i circoli stessi a suon di garantiti spaziali. Specificare una volta per tutte se si tratta di semplici clubs oppure di mini casinò. Insomma, regolamentare dalla A alla Z in modo da chiarire una volta per tutte la differenza fra le attività di un circolo e quelle del poker live nei casinò.

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E se tutto restasse come adesso? 

Potrebbe essere la classica soluzione all’italiana, ma crediamo che sarebbe abbastanza deleterio continuare così. Basti pensare che ci sono province confinanti, dove in una si gioca liberamente e nell’altra il gioco è bandito. E poi verrebbero a mancare tutte quelle richieste di chiarezze elencate nel punto B.

In questo momento regna la più totale anarchia, dove più galli nello stesso pollaio provano a prendersi la leadership sugli altri, senza rendersi conto che una guerra del genere sono destina a perderla tutti. I clubs stessi, che alla lunga pagheranno le conseguenze di tanti sforzi così pesanti. I giocatori, che non sono certo dei pozzi senza fondo e prima o poi saranno costretti alla resa incondizionata. E infine tutto il movimento, che potrebbe essere un qualcosa di importante verso la regolamentazione del gioco live.

La palla dunque va al Ministero. Vedremo adesso quello che succederà.

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