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Nelle scommesse, quando conviene modificare l’importo della puntata (1° Parte)

Chiunque voglia affacciarsi al mondo delle scommesse con un approccio professionale arriva al punto in cui deve decidere quanto puntare puntare di volta in volta. Se nel poker è piuttosto semplice determinare quanto investire nella propria specialità (tornei o cash game), nelle scommesse il discorso è più complicato perché le quote non sono mai le stesse.

Nel poker (in tutti i casi tranne negli HUSNG o nei Double-or-nothing) sappiamo sempre che di fronte a un investimento fisso (il buy-in) possiamo avere un ritorno variabile, mentre nel betting è il contrario: scegliamo noi quanto puntare e il ritorno è fisso poiché basato sul moltiplicatore della quota. La variazione del possibile ricavo deriva solo da quanto decidiamo di puntare.

Come accennato in precedenza, però, potrebbero sorgere dei dubbi riguardo il variare delle quote. A meno che non si scelga di puntare sempre e solo su una quota precisa (c’è chi lo fa con i sistemi a raddoppio puntando solo sulle selezioni @2.00), le odds sono sempre differenti. Partendo da questa premessa, molti scommettitori si sono chiesti se fosse giusto modificare la puntata in base al valore della quota, ovvero se fosse meglio adottare un fixed staking system oppure un variable staking system. Oggi scopriremo il primo.

Fixed Staking

Questa strategia è molto semplice: si punta la stessa somma di denaro ogni volta che si scommette, indipendentemente dalla grandezza della quota. Se ad esempio si sceglie di puntare 10€ a bet, lo si farà sempre, sia su una quota @2.50 che su una @1.30.

Il Fixed Staking System è considerato il sistema più sicuro per le scommesse, quello più adatto a chi si butta nel betting senza molta esperienza. Il motivo principale è che si tratta di una strategia che ci impone di essere disciplinati: non potendo mai puntare più di quanto ci siamo prefissati, si evita di rincorrere le perdite, situazione nella quale la stragrande maggioranza degli scommettitori finisce per perdere tutto.

Con questo sistema si limitano le perdite ed è più semplice gestire il bankroll considerando che basta calcolare quante fixed bets dobbiamo avere alle spalle per consentirci di giocare con prudenza. Al tempo stesso, però, per essere profittevole il Fixed Staking System necessita che il range di quota sia molto stretto. In altre parole, non ha senso scegliere di puntare sempre la stessa somma se si passa continuamente da quote @3.00 a quote @1.20. La forbice tra le odds su cui si punta non deve essere ampia. Scommettere sempre su quote comprese tra 1.80 e 2.00 è un buon metodo per questo sistema.

Il Fixed Stake System ha diversi lati positivi ma ne ha anche uno negativo (e piuttosto importante): se è vero che ci permette di non perdere troppo, al tempo stesso limita fortemente le nostre vincite. Poniamo ad esempio di avere grandissima sicurezza su una quota @1.60. Con un sistema fisso siamo costretti a puntare la stessa cifra che punteremmo su quote più alte oppure a giocare l’handicap per alzare la quota.

In questo modo, nonostante una grande fiducia nella nostra giocata, abbiamo un guadagno atteso inferiore a causa dello stake fisso.Se siete principianti, questa gestione delle puntate va bene perché riduce il rischio di andare broke e impone una ferrea disciplina. Se avete molta esperienza e il mindset è la vostra forza, un sistema a puntate variabili aumenterà nettamente il vostro guadagno atteso.

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