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Il ‘Variable Staking System’ nelle scommesse: variare la bettata (2° parte)

Chiunque voglia affacciarsi al mondo delle scommesse con un approccio professionale arriva al punto in cui deve decidere quanto puntare puntare di volta in volta. Se nel poker è piuttosto semplice determinare quanto investire nella propria specialità (tornei o cash game), nelle scommesse il discorso è più complicato perché le quote non sono mai le stesse.

Variable Staking System

In questo caso non c’è una puntata fissa per tutte le scommesse, perché ogni volta che si effettua una bet si può cambiare l’importo investito. Spesso è proprio la quota a far variare la puntata: se è bassa l’importo aumenta, se è alta diminuisce. Ci sono alcuni sistemi che sono un ibrido tra i due: la puntata è variabile ma a scaglioni ben definiti, ad esempio 50€-100€-200€.

Il Variable Staking System è molto più rischioso, sia a livello psicologico (inseguire le perdite aumentando continuamente la puntata è una prassi tristemente comune) sia perché si deve avere una grande esperienza e una ottima capacità tecnica. La vera bravura di uno scommettitore, infatti, si vede quando capisce quanto è giusto puntare di volta in volta. Non tutti sono in grado di determinare il grado di sicurezza che hanno su ogni singola puntata e alla fine solo i più skillati riescono a massimizzare le vincite (e a limitare le perdite) comprendendo quando è il caso di spingere e quando essere cauti.

Non a caso, una domanda che molti potrebbero porsi a questo punto è: come faccio a sapere quanto si deve puntare in un determinato caso? Come ben sappiamo, spesso due quote identiche hanno un valore differente (magari una è una value bet e una no), pertanto come si sceglie la size corretta? In questo caso ci viene in aiuto il Criterio di Kelly, metodo matematico sviluppato da John Larry Kelly che ci dice esattamente che porzione di bankroll dobbiamo puntare in base alla percentuale di successo che attribuiamo a un evento.

La formula

La formula di Kelly è la seguente:
[(quota x probabilità -1)/(quota-1)] x 100 = % di bankroll
Prendiamo l’esempio di Juventus-Udinese con le seguenti quote:
1 = 1.30
X2 =3.50
Se noi crediamo che l’Udinese abbia la possibilità di non perdere questa partita almeno il 45% delle volte, secondo Kelly dovremmo puntare il 23% del nostro bankroll sulla doppia chance esterna.
Questo perché:
[(3.50 x 0.45-1)/(3.50-1)] x 100 = 23%

Com’è facilmente intuibile, il Criterio di Kelly non funziona se non si possiede un’ottima capacità di giudizio e analisi. Come abbiamo già visto in passato, non si può scovare una value bet senza conoscere alla perfezione tutti gli aspetti di un avvenimento. Per il criterio di Kelly il discorso è lo stesso: se noi davvero crediamo che l’Udinese possa pareggiare o vincere almeno il 45% delle volte allo Juventus Stadium, probabilmente abbiamo una scarsa conoscenza dei valori in campo.

Di fronte a una disparità così netta tra la nostra valutazione e la percentuale offerta dal bookmaker (100/3.50 = 28.5%), Kelly ci suggerisce di puntare una percentuale molto grossa del nostro bankroll perché la formula non è in grado di analizzare per noi le quote, ma soltanto di tradurre in percentuale di bankroll la nostra valutazione.

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